Pagina Iniz. 2026 Ottobre IO SANTO, PERCHÉ NO?!

IO SANTO, PERCHÉ NO?!

IO SANTO, PERCHÉ NO?!

Forse, c’è bisogno di un po’ di chiarezza al di là delle ricorrenze tradizionali e quasi abitudinarie di questi giorni. Commemorazione di tutti i santi, commemorazione di tutti i defunti, santi antichi e ben conosciuti come san Francesco, onorato e celebrato a ottocento anni dalla sua morte, santi moderni come il giovane Carlo Acutis, santi meno noti quelli che definiamo “della porta accanto”, persone buone, gentili e generose che senza far rumore ci colpiscono per la loro, appunto, “santità”. Anche don Paolo in questi giorni ha proposto ai ragazzi, ai giovani, ma anche agli adulti una sorta di “novena dei santi”.

E io? In virtù del Battesimo, è già in me la vita divina ricevuta in dono; si tratta solo di vivere di conseguenza e coerentemente con ciò che è stato seminato in me. Di fatto, la storia della Chiesa è infinitamente disseminata di queste testimonianze, un affresco ricco e variegato della santità operante sotto l’azione dello Spirito di Cristo e potrebbe essere arricchita proprio dalla mia, comunque essa sia, nella poliedricità delle storie di fede di ciascuno. L’incontro con i santi – testimoni della fede, maestri di dottrina e spiritualità – sono un richiamo al mio impegno personale di vivere con Cristo, per Cristo e con Cristo.

Quale che sia stata l’epoca o il luogo in cui hanno vissuto, o l’ambito specifico in cui hanno esercitato il loro ministero, queste grandi figure sono esemplari compagni di viaggio, non solo nell’aiutare a comprendere il mistero di Cristo, ma nel mostrare con l’esempio come si vive e si resta fedeli a Cristo, quando si è afferrati e trasformati da Lui.

In realtà, ciò che unisce in un’unica comunità di fede e di amore personaggi di epoche, provenienze ed esperienze così diverse, rendendoli tutti fari di luce per il nostro tempo, è proprio la testimonianza con cui essi hanno professato la loro fede in Gesù. Quello che hanno insegnato attraverso la loro vita e le loro opere è come una scuola permanente, sempre aperta a chiunque voglia entrare ad apprendere la grammatica della vita cristiana.

Dai «martiri» e dai «confessori» dei primi secoli della Chiesa, ai santi dell’età contemporanea, è tutto un popolo di uomini e donne che hanno scelto di vivere per Cristo, esercitando in modo talvolta eroico, più spesso in modo normale, le virtù cristiane. Conoscerli e studiarli, ammirarli e pregarli non significa diventare come loro, ma apprendere da loro il modo in cui ci si lascia plasmare dalla grazia ricevuta nel Battesimo e, con l’aiuto dello Spirito Santo, si cerca di capire quanto Dio chiede a ciascuno perché la sua vita diventi conforme alla sua volontà.

La santità a cui tutti si è chiamati è questo sforzo progressivo di disporsi interiormente – nonostante le fragilità, i cedimenti e le cadute – a percorrere fino in fondo il proprio cammino di ascesa a Dio. Con la gioia nel cuore di chi ha scoperto in Cristo il vangelo della vita buona e si impegna a diffonderlo.

Nell’accostare questi ed altri santi, si è afferrati da uno stupore che non viene mai meno, trovandoci quasi a misurare quanto grandi e durevoli possano essere i frutti di chi vive la fede. Personaggi e strade diverse, che indicano i tanti possibili cammini della vita evangelica. Entrando nel profondo di questi maestri e testimoni, si è resi più consapevoli che la vita della Chiesa è un’ininterrotta storia di santità, che sempre germoglia e si rinnova, come in un meraviglioso giardino perennemente fiorito anche dalla mia vita cristiana.

Vi domanderete: anch’io? Certo! perché no?! don Maurizio.

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