Pagina Iniz. 2026 Settembre Speciale Basilica di San Paolo

Speciale Basilica di San Paolo

Speciale Basilica di San Paolo
È INIZIATA UN’ALTRA NUOVA IMPRESA


2026.09.26 - Speciale Basilica S. Paolo


Probabilmente sono ancora in circolo alcune domande che per molte persone sono rimaste sospese e per altre persone sono addirittura inevase. Per esempio, mi riferisco a chi si chiede se l’operazione della vendita dell’albergo dei Forni sia andata in porto oppure no. A questa si aggiunge la domanda che altri si fanno
sull’utilizzo del ricavato dalla vendita di quella realtà alla quale buona parte della storia della parrocchia di san Paolo era ed è ancora legata. A queste giuste richieste di informazioni, altre domande si accavallano: che cosa si pensa di fare per la Basilica di san Paolo? Quale il suo futuro viste le condizioni nelle quali si trova? La teniamo così oppure si sta pensando ad un intervento di restauro? E il suo campanile, simbolo e orgoglio della città, non è ora di sistemarlo? Insomma, molti di noi, forse, avvertono una sorta di “immobilismo” mentre il tempo scorre inesorabilmente e i problemi sembrano accumularsi e aggravarsi senza preoccuparsi di fare qualcosa.

Dobbiamo invece dire che in questi ultimi due anni molto si è fatto, magari senza che la gente si rendesse conto, e si sono gettate le basi per intervenire sulla nostra Basilica Romana Minore di san Paolo. Inoltre, si tenga presente che il lavoro fatto fin qui ha tenuto conto, con particolare attenzione, alla ricaduta sulla vita dell’intera “Comunità Pastorale” san Vincenzo e che uno dei criteri maggiormente seguiti è tutt’ora quello per il bene pastorale di tutta la comunità e non solo di una parte di essa. Il mantenimento delle nostre strutture, infatti, non può essere che in funzione della vita di fede dell’intera comunità e per quella delle nuove generazioni. Ma andiamo con ordine.

Anzitutto, nel maggio dello scorso anno 2025, abbiamo perfezionato e concluso la vendita dell’albergo dei Forni mantenendo la sola proprietà del rifugio
Genzianella. L’acquirente è il Sig. Narciso, storico gestore per conto della parrocchia san Paolo dell’albergo, la sua famiglia e la società “Forni 2000” che
loro stessi hanno costituito. Tale operazione ha permesso di evitare qualsiasi speculazione immobiliare e ha mantenuto gli ottimi rapporti che già esistevano da
tempo con la famiglia dei gestori, favorendo in questo modo anche la collaborazione nella cura della Genzianella.

Benché l’operazione avesse una sua logica e finalità giustificabili, tuttavia la procedura di vendita è stata lunga e difficile, si sono presentati molti intoppi,
soprattutto di tipo burocratico, e rapporti complessi con i vari enti in campo. Con perseveranza alla fine siamo giunti all’alienazione del bene immobile e dei terreni con l’incameramento di metà del valore di vendita mentre l’altra metà sarà riscossa nei prossimi tre anni.

Fin dall’inizio dell’operazioni Forni si è pensato che il ricavato venisse utilizzato per iniziare i lavori di restauro storico artistico della Basilica di san
Paolo. Di fatto in questi due anni si è proceduto alla complessa fase di analisi del problema, all’ancora più complessa fase di progettazione dell’intervento e ora
siamo quasi in dirittura d’arrivo per presentare le necessarie richieste di autorizzazione presso gli uffici della Curia arcivescovile di Milano e degli uffici competenti della sopraintendenza dei beni storico artistici.

Come vedete non è cosa da poco e per rendere il più fruttuoso possibile il lavoro abbiamo costituito un’equipe con alcune persone del consiglio economico
della parrocchia. Infatti, tutto questo lavoro solo iniziale ma fondamentale ha richiesto continui contatti con la Curia di Milano per studiare insieme su cosa e
come intervenire valutando, ovviamente la possibilità di realizzare gli interveni in base alle risorse economiche disponibili. Quest’ultimo aspetto è stato valutato anche per quanto riguarda il valore morale dell’intervento visto che si andranno ad investire risorse economiche dei fedeli e per un bene che sia eticamente giustificabile in relazione a tanti altri bisogni pastorali.

Questa fase preliminare ha comportato la scelta dello studio di architettura che si assumesse l’onere di progettare l’opera di restauro e che a sua volta
intrattenesse i rapporti con gli uffici competenti della Curia, per coordinarsi sul lavoro da farsi e perché fosse in linea con i criteri indicati dagli uffici competenti. Anche la scelta dello studio di architettura non è stata facile perché, oltre a valutare la professionalità, la competenza e il rigore di intervento da parte degli  operatori individuati, occorreva anche valutare il costo dell’impresa cercando ovviamente di fare una valutazione consona alle capacità economiche della parrocchia e quelle che potrebbero venire da contributi dei fedeli e altre agenzie del territorio. Bisogna aggiungere che su quest’aspetto del piano finanziario la vigilanza della Curia è particolarmente severa. Di fatto ciò che si è incamerato con la vendita dei Forni non è assolutamente sufficiente ad affrontare l’opera completa e si dovrà necessariamente trovare altre risorse.

A complicare questa fase di comprensione del problema e di progettazione complessiva dell’intervento, si è aggiunta l’esplicita indicazione da parte della
Curia di progettare anche il restauro del Campanile a partire da una sua valutazione statica. È chiara ed è saggia e lungimirante la necessità di avere un progetto complessivo per sapere esattamente cosa ha bisogno tutto il complesso  ella Basilica di san Paolo. Nonostante questa sana visione dell’intervento, anche questa necessità concorre a complicare ulteriormente la nostra impresa. Tuttavia, nel momento di intervenire si interverrà anzitutto nell’operazione di restauro interno alla basilica e anche questo lo si farà per lotti; successivamente, se non vi saranno urgenti emergenze, si interverrà sul campanile.

Indicativamente tale intervento all’interno della Basilica prevede Restauro e risanamento conservativo delle superfici parietali interne, delle vetrate superiori
alla navata principale e, in una fase successiva del campanile.

Il dettaglio di questa fase preliminare di progettazione consiste:
– nelle necessarie autorizzazioni dell’Ufficio Amministrativo Diocesano (Curia), e della Soprintendenza; nelle autorizzazioni dell’edilizia
comunale; nei rilievi e la loro restituzione grafica; nelle indagini preliminari; nelle relazioni specifiche a cura del restauratore abilitato;
– nella stesura del progetto definitivo di risanamento delle superfici interne che a sua volta prevede la definizione delle modalità e tempistiche di intervento, con previsione di suddivisione delle opere per lotti successivi, da definirsi in base alle esigenze tecniche e di finanziamento delle opere.

Tra le altre operazioni compiute in questi due anni, la prima è stata quella di commissionare ad un docente universitario ordinario di storia dell’arte presso
l’università dell’Insubria, uno studio storico artistico della Basilica; si tratta di uno studio previo e assolutamente necessario per procedere alla presentazione del progetto di restauro. Inoltre, ne avevamo bisogno perché a differenza del complesso di Galliano, non abbiamo quasi nessuna pubblicazione di rilievo sulla
Basilica di san Paolo. L’obiettivo è anche quello di arrivare ad una pubblicazione scientifica della stessa.

che punto siamo in questo settembre 2026? Dopo attente e ponderate valutazioni e confronti, lo scorso giugno 2026 abbiamo firmato il disciplinare
d’incarico allo studio dell’architetto Lucas Fernandez che dovrà presentare e seguire il progetto di intervento sulla basilica. Lo studio di architettura sta quindi provvedendo alla stesura del progetto di intervento per il quale però è necessario, tra le altre cose di uno studio previo dei saggi sulle pareti affrescate e sui materiali lapidei che deve essere anch’esso autorizzato dalla curia e dalla sopraintendenza. In questa operazione sono già state contattate e coinvolte le imprese li restauro, una della quali probabilmente riceverà l’appalto dei successivi lavori dopo debita gara.

Prevediamo che dopo questa fase di ulteriori indagini il progetto sia pronto tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo. Contemporaneamente verrà inoltrata alla Curia di Milano l’istanza di approvazione del progetto che andrà all’esame della Sopraintendenza. Se il tutto verrà approvato partiremo con la gara d’appalto tra le imprese che eseguiranno i lavori di restauro e si inizierà subito il lavoro.

Prima però vorremmo indire un’assemblea pubblica aperta a tutti i fedeli, alle realtà della città e del territorio per presentare il lavoro e coinvolgere tutti ad
essere partecipi dell’impresa anche dal punto di vista economico. È nostra preoccupazione far conoscere in tutta trasparenza quanto si sta facendo – e non è
poco e nemmeno semplice – perché questo lavoro sia sentito come un’impresa di tutti.

Nel frattempo, stiamo scrivendo anche le motivazioni e le ragioni che ci spingono ad avventuraci in un’opera come questa. È molto importante conoscere
il senso profondo, culturale, spirituale e pastorale di tale impresa. Solo avendo chiaro il “perché” possiamo condividere e portare a termine un impegno che
coinvolge non solo la nostra fede ma anche quella delle future generazioni perché è nelle “radici che sta il nostro futuro”.

E’ nelle corde del cuore dei canturini il patrimonio storico artistico, affettivo e soprattutto di fede della Basilica Romana Minore di san Paolo. Anche solo per
questo abbiamo il dovere morale di mantenere e consegnare alle generazioni future un bene che non è solo materiale bensì culturale e spirituale.