Tanti

C’è sempre grande attesa quando un bambino inizia a parlare. Quale sarà la sua prima parola? Sicuramente, arrivando due anni fa, una delle mie prime parole è stata «tanti». Erano proprio tanti gli animatori che mi sono ritrovato davanti nella messa in cui hanno ricevuto il mandato per l’oratorio feriale. E tanti vorrei che fosse anche la parola con cui salutarvi a conclusione del mio servizio nella Comunità Pastorale San Vincenzo di Cantù-Intimiano.

Tanti sono gli abbracci e le strette di mano che vorrei darvi.
Tanti sono i pensieri e le preghiere che vi chiedo e vi assicuro.
Tanti sono i volti amici e le storie, i sorrisi e i pianti, i dolori e le gioie, le fragilità e i carismi che porto nel cuore e affido al Signore della vita.
Tanti sono i sogni e le preoccupazioni, i desideri e le paure che vi affido e affido a Colui che è tutto per noi.
Tanti sono i passi fatti insieme e le esperienze vissute, le celebrazioni, i momenti di preghiera, gioco, riflessione, programmazione, convivialità e fraternità…
Tanti sono i modi in cui vi siete rivelati comunità accogliente e capace di custodirmi, spronarmi, valorizzarmi, mettermi alla prova, farmi crescere e maturare.

«Lo avete fatto a me» Mt 25,40 è il motto personale che ho scelto per rendere grazie per la mia ordinazione. Sono le parole che Gesù rivolge a tutti coloro che – facendo un atto di carità nei confronti dei più piccoli – compiono un atto di amore verso di Lui. Con queste cinque parole, Madre Teresa di Calcutta osava riassumere l’intero Vangelo su cinque dita. Prendo a prestito queste parole per ringraziarvi per quanto avete fatto a me e per me e per dirvi che, incontrandovi e mettendomi a servizio della comunità, il Signore si è lasciato incontrare in voi e per voi.

Ringrazio Dio perché mi ha posto al fianco i vostri sacerdoti che sono stati padri e amici accoglienti, fratelli esemplari, formatori attenti e uomini ricchi di fede e umanità. Non posso che dirvi: sono un dono non scontato. Prendetevi cura di loro e lasciatevi accompagnare verso la gioia piena che è Cristo.

Grazie alle suore e ai padri Concettini per la fraternità nella fede. Grazie agli educatori e a tutti i catechisti/e per l’amicizia, l’aiuto e la fattiva collaborazione. Continuate a trasmettere la fede nel presente e a sognare e progettare il futuro della Chiesa con i più piccoli.

Grazie a chi si è preso cura di me con gesti concreti, come preparare un luogo confortevole per accogliermi o ospitarmi per una pasto in famiglia. Grazie per averlo fatto a me. Il Signore vi benedica.

Grazie ai volontari che si rendono disponibili nelle sacrestie, nelle segreterie, negli oratori e in tutte le attività parrocchiali. Grazie per aver collaborato anche con me. Anche nella fatica quotidiana, non dimenticate che la missione di ognuno trova fondamento e sorgente viva nell’unica vocazione universale: annunciare il Vangelo come membra vive dell’unico Corpo di Cristo. Siate testimoni di gioia.

E poi ringrazio tutti i chierichetti e cerimonieri della Comunità. È stato bello vedere i più piccoli iniziare e i più grandi superare l’esame del corso cerimonieri. Non smettete mai di stare vicino a Gesù.

Infine, ringrazio i bambini, i preado, gli ado, i giovanissimi, i giovani, le famiglie e tutti i fedeli. Rendo grazie al Signore perché mi siete stati affidati ed io sono stato affidato a voi. Fidatevi di Gesù nella gioia e soprattutto quando vi sentite impauriti, disorientati, confusi e soli… Siete tanti e Gesù vi ama tanto.

Con la gioia nel cuore, tanti grazie a tutti. don Nicolò.

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