MEMORIA E RICORDO
Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio abbiamo vissuto, civilmente e come Chiesa, due giornate significative sia storicamente, sia per i richiami ai valori della pace, della convivenza tra i popoli, della loro cultura e religione, del rispetto della dignità persona umana, della valorizzazione e del progresso di ogni nazione, del riconoscimento dei diritti e della giustizia in seno ad ogni etnia.
La più nota “Giornata della Memoria” (27 gennaio) che celebra le vittime dell’Olocausto soprattutto degli Ebrei, e la “Giornata del Ricordo” (10 febbraio) sono ormai da tempo entrate nella coscienza collettiva, anche se non tutti ne hanno piena conoscenza storica e consapevolezza culturale e spirituale, soprattutto per quanto riguarda la tragedia delle Foibe e dell’esodo giuliano dalmata con tutta la questione del fronte orientale, commemorata nella “Giornata del Ricordo” istituita con decreto-legge solo nel recente 2004 e per lungo tempo sottaciuta o non pienamente conosciuta.
La “memoria” e il “ricordo” sono utili solo nella misura in cui aiutano a vivere il presente seminandolo con i semi dell’impegno per un mondo migliore, superando conflitti e guerre e sono necessarie per garantire un futuro di pace, giustizia e progresso dei popoli nel pieno rispetto della loro storia e dignità.
In occasione di queste celebrazioni, invitato anche alle manifestazioni pubbliche, ho pensato di scrivere una preghiera di benedizione di tutte le vittime, ma anche come auspicio e al tempo stesso come impegno cristiano. Anzi, doveroso impegno cristiano come ben sottolineava don Primo Mazzolari nel suo: “tu non ucciderai”, perché cristianamente e logicamente la violenza e la guerra non si reggono. Appare chiara l’insensatezza, l’irragionevolezza della forza della violenza e di ogni conflitto armato.
Dio di ogni creatura, Padre di tutti gli uomini,
non ti può comprendere chi semina odio e discordia;
non ti può accogliere chi ama la violenza e opera per l’ingiustizia;
non vive secondo il tuo spirito chi prevarica sui propri fratelli e sorelle
a qualunque nazione appartengano.
Ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per i nostri popoli:
fioriscano in essi la giustizia e la concordia e,
con l’onestà dei cittadini e la saggezza dei governati,
si attui un vero progresso nella pace e nello sviluppo della prosperità per tutti.
O Dio, che a tutte le genti hai dato un’unica origine
e tutte vuoi riunire in una sola famiglia,
fa’ che gli uomini si riconoscano fratelli al di là delle differenze geografiche e culturali,
promuovano, con sincera solidarietà, il bene di tutti,
cooperino allo sviluppo di ogni Paese, così che la comunità dei popoli
possa godere di un’era di uguaglianza, di libertà e di pace.
Infondi nel nostro cuore il senso del rispetto della persona umana,
l’osservanza delle regole sociali e della convivenza civile e religiosa,
perché, in uno spirito di onestà, rettitudine e lealtà, non prevalgano gli interessi di parte,
ma insieme si trovino le vie della convivenza nella verità e nella giustizia
per il benessere di tutti, per un mondo più abitabile e più umano.
Noi tutti cittadini, desiderosi di una convivenza pacifica,
eleviamo la nostra voce e la nostra preghiera:
il male non prevalga sul bene ma sia la giustizia a trionfare;
coloro che turbano la convivenza civile e dei popoli con i loro pensieri e le loro azioni
siano liberati dall’egoismo e dall’odio.
I responsabili dei governi e delle religioni si ispirino a propositi di saggezza
affinché operino scelte giuste, perché la comunità delle nazioni sia rettamente ordinata
e perseguano la convivenza tra le culture a garanzia di un mondo migliore.
Te lo chiediamo o Dio, Padre di tutti, per il tuo Figlio Gesù Cristo principe della pace, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
