Pagina Iniz. 2024 Maggio Gesù è buono… come il pane

Gesù è buono… come il pane

CELEBRAZIONI DELLA PRIMA COMUNIONE

Tutta la comunità è vicina ai ragazzi e ragazze che in queste domeniche di maggio riceveranno per la prima volta l’Eucaristia.
Domenica 12 alla messa dei ragazzi: S. Messa di 1ª Comunione a san Carlo, san Paolo, san Teodoro (1° gruppo) e san Michele.
Domenica 19 alla messa dei ragazzi: S. Messa di 1ª Comunione a san Leonardo (1° gruppo) e san Teodoro (2° gruppo).
Domenica 26alla messa dei ragazzi: S. Messa di 1ª Comunione a san Leonardo (2° gruppo) e san Teodoro (3° gruppo).


Gesù è buono… come il pane

In queste domeniche la nostra comunità pastorale vive le celebrazioni delle prime comunioni nelle diverse parrocchie. Grande agitazione in tutte le famiglie interessate e soprattutto emozione ed entusiasmo da parte dei piccoli perché, pur non capendo bene quello che vivono, percepiscono di vivere un’esperienza intensa di mistero e di amicizia sincera – come sanno vivere i piccoli – col Signore.

Forse queste celebrazioni e questi giorni potrebbero essere un’occasione più che preziosa e propizia soprattutto per i grandi – genitori e comunità adulta – perché certamente tutti abbiamo la necessità di riscoprire il significato e il valore dell’Eucaristia, messa troppo in discussione da incomprensioni, disabitudine e allontanamenti vari da quel nutrimento della fede di cui non possiamo fare a meno per il nostro cammino sia di vita che di fede.

Molti, dunque, dei ragazzi della nostra comunità riceveranno la prima Comunione; meglio sarebbe dire che si incontreranno per la prima volta con Gesù presente nell’Eucaristia attraverso il suo corpo dato e il suo sangue sparso, sotto i segni del pane e del vino consacrati e che indicano il dono della vita del Figlio di Dio per la nostra vita presente ed eterna, anzi per la vita del mondo.

Già da questo modo di parlare della prima Comunione si capisce che anche per noi adulti, l’accostarsi alla “comunione eucaristica” è un’esperienza assolutamente straordinaria e mai del tutto compresa e nemmeno vissuta adeguatamente e che spesso riduciamo a puro ritualismo o osservanza di precetti: ma così non deve essere.

Davvero la santa Messa è l’incontro con la persona di Cristo nel dono della sua esistenza e, nella memoria di quel gesto, noi rendiamo attuale nella nostra stessa esistenza lo stile di Gesù, obbediente al Padre e ai fratelli che “amò fino alla fine” (Gv 13,1). In questo modo il cristiano realizza fino in fondo quella che è la sua autentica vocazione, cioè quella di essere “eucaristia vivente”: ogni battezzato infatti è chiamato a rivivere nella sua concreta esistenza, qualunque essa sia, la vicenda stessa di Gesù, modello autentico di ogni uomo e di quello che deve essere ogni figlio di Dio per piacere al Padre.

Noi dobbiamo essere delle “eucaristie viventi”; i battezzati, necessariamente sono fatti per l’Eucaristia e l’Eucaristia è fatta per loro, perché in quel Corpo dato e in quel Sangue sparso gli uomini trovano tutto quel dono di Dio e tutta quella grazia per la quale essi esistono.

Dio Padre chiama alla vita gli uomini perché facciano Pasqua; o meglio, perché Gesù faccia Pasqua con loro, e così, rivivendo il suo stesso gesto, essi divengano conformi a lui, partecipi cioè della suo stesso destino di offerta della vita per poter partecipare anche alla sua vita risorta. Cristo invita a mangiare il pane, che è il suo Corpo, e a bere al calice del vino, che è il suo Sangue, perché il suo stesso destino sia realmente assunto e operi efficacemente nella vita dei discepoli. Noi siamo fatti per questo e la nostra esistenza di cristiani ha solo questo significato: assomigliare a Gesù e partecipare della sua Pasqua. Da questo punto di vista, possiamo davvero affermare che tutti gli uomini, dal momento in cui nascono, sono orientati all’Eucaristia; essa è assolutamente necessaria per tutti e nessuno ne può fare a meno!

Per questo voglio dire a tutti i ragazzi, e non solo a quelli della “prima Comunione”, che davvero Gesù è buono…come il pane! Anzi, Gesù è buono nel pane dell’Eucaristia, dove si dona, perché tutti possano ricevere, mangiandolo, l’amore infinito di Dio che ci chiama alla Pasqua del suo Figlio cioè a partecipare della sua stessa vita vera.

Per questo voglio dire soprattutto ai genitori di questi ragazzi e in generale a tutti gli adulti, che abbiamo un’assoluta necessità, un bisogno insopprimibile di nutrirci di questo “cibo speciale”, perché la nostra vita di credenti trova senso e alimento solo facendo memoria di quell’Ultima Cena nella quale noi abbiamo tutta la nostra salvezza.

Si capisce così che non è possibile ridurre l’Eucaristia a semplice questione di orari di Messe, di precetto, di prete che celebra, di funzioni noiose o riti incomprensibili…, ma si capisce anche che la nostra felicità sta solo nel vivere come Gesù, pensando come lui, lavorando e gioendo come lui, servendo, lottando, amando e soffrendo come lui…in una parola vivendo la sua Eucaristia. don Maurizio.

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