Pagina Iniz. 2020 Maggio NON METTIAMO “IN PAUSA” GESÙ!

NON METTIAMO “IN PAUSA” GESÙ!

NON METTIAMO “IN PAUSA” GESÙ

Come per tutti, anche nella nostra famiglia, questo tempo di isolamento ha scombussolato (a dirla bene…) un po’ tutti gli ambiti della vita: il lavoro cambiato se non addirittura bloccato, la routine radicalmente reinventata, la spesa, le scuole, ciascuna con i propri ritmi e strumenti… tutto provando a conciliare le esigenze di ciascuno e a far vivere –spesso non riuscendoci- in maniera serena questo tempo a tre bimbe di 8, 4 e 2 anni. Ma ciò che più ci affatica è la gestione delle relazioni con parenti e amici che – mediate dai vari Whatsapp, Zoom e chipiùnehapiùnemetta – risultano come sospese, congelate.

Dallo scorso Carnevale (eh già, erano proprio quei giorni), in moltissimi ambiti della vita, viviamo come tra parentesi, freezati in un tempo (kronos) sospeso, in attesa che finalmente tutto si sblocchi e riparta. Sia individualmente, sia come famiglia abbiamo corso e corriamo ancora il rischio di considerare sospesa anche la nostra relazione con l’Amico Gesù … Sì, è vero, ci sono mille e più strumenti digitali con cui possiamo seguire le celebrazioni ed essere parte di una Comunità in preghiera (sentiamo però che non è la stessa cosa: un po’ come Whatsapp con i parenti…), ma spesso siamo caduti nel tranello di pensare che questo virus ci stesse rubando la possibilità di vivere appieno la nostra fede.

E così, con la solita sorprendente freschezza con cui lo Spirito parla, la chiave di svolta ci è giunta attraverso le nostre bimbe (con la bocca dei bimbi e dei lattanti…): mentre “spiegavano” alla sorellina che “anche se è in televisione, non è come i cartoni: è la Messa, c’è Gesù!”. Di fatto hanno ricordato a noi che proprio questo tempo (kairòs), nelle precise condizioni in cui siamo ora, è occasione per vivere in pienezza la nostra relazione con Gesù.

Ed allora ci siamo “riuniti in due o tre” in sala, questa volta davanti al nostro angolino della preghiera (che prima del Coronavirus mica avevamo osato allestire in casa …) e abbiamo letto insieme il Vangelo, sbriciolandolo poco a poco con un linguaggio adatto ai piccoli (“papà, mamma, ma così state facendo la predica come il don in chiesa…”) e lasciando emergere le domande più vere (ma perché Gesù è morto? Perché l’hanno ucciso? Ma erano proprio cattivi però… come fa a risorgere?). Seguendo i vari sussidi abbiamo celebrato tra noi la commovente lavanda dei piedi; senza fronzoli abbiamo pregato insieme perché “possiamo tornare dai nonni, a scuola dai nostri compagni, perché non ci ammaliamo né noi né i cuginetti, perché questo virus sparisca” in una casalinga preghiera universale; fino alla gioia, vera e semplice del mattino di Pasqua!

E così abbiamo proprio sperimentato che il cuore ci si è scaldato (“non ci ardeva forse il cuore nel petto”) scoprendo che, se come famiglia e come Comunità, non viviamo appieno questo tempo – con occasioni nuove e strade inesplorate suggerite dallo Spirito – allora sì perdiamo l’occasione irripetibile di vivere il tempo di Pasqua, ovvero di ri-conoscere (=conoscere nuovamente, ma soprattutto conoscere in modo nuovo) che Gesù viene di persona nella nostra casa per regalarci la gioia della Risurrezione. Lui non ha certo messo in pausa il Suo tempo, ma forse siamo noi che abbiamo rischiato di mettere in stand-by il nostro, suddividendo in “fase1”, “fase2”, … anche la nostra vita spirituale. Guido e Cristina

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