Pagina Iniz. 2025 Novembre AVVENTO: TEMPO DI PREGHIERA

AVVENTO: TEMPO DI PREGHIERA

AVVENTO: TEMPO DI PREGHIERA
I SALMI, GRAMMATICA DELLA PREGHIERA

Iniziando questo nuovo anno liturgico con l’Avvento, riprendiamo il momento di adorazione Eucaristica presso le Suore Sacramentine dalle ore 16.00 di ogni giovedì. Alle ore 18.00 ci sarà la celebrazione dei Vesperi a cui segue la Benedizione Eucaristica e successivamente la celebrazione dell’Eucaristia. Quest’anno, durante la celebrazione del Vespero riprendiamo la conoscenza e l’approfondimento di alcuni Salmi, in particolare quelli che si useranno durante la celebrazione della Messa della domenica successiva. Sarà un modo per prepararci più consapevolmente all’ascolto della Parola di Dio che viene proclamata la domenica.

Il libro del Salterio, la raccolta dei centocinquanta Salmi che si trovano nelle nostre Bibbie è stato definito in moltissime maniere dense di significati. Più che un libro, può essere considerato quasi un essere vivente che parla, che ti parla, che soffre, che geme e che muore, che spera, che risorge e canta, sul limitare dell’eternità e ti prende, e trascina te e i secoli dei secoli.

Nella Chiesa, in ogni celebrazione liturgica, ascoltiamo qualcuno dei componimenti del Salterio. E i religiosi e i sacerdoti sono obbligati alla recita dell’Ufficio divino, che si compone essenzialmente di una selezione di Salmi, distribuiti nell’arco della giornata, quasi pietre miliari di un cammino di preghiera ininterrotta, continua.

Del resto, è proprio Gesù che nel Vangelo ci indica «la necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai» (Luca 18,1). Più avanti: «Vegliate in ogni momento, pregando…» (Lc 21,36). Altrettanto chiaro è l’invito dell’apostolo Paolo: «Siate… perseveranti nella preghiera» (Romani 12,12); «In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito» (Efesini 6,18); «Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti» (Filippesi 4,6); «Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie» (Colossesi 4,2); «…pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie…» (1 Tessalonicesi 5,17-18). Anche l’apostolo Giacomo non è da meno: «Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia canti inni di lode [letteralmente: ‘salmeggi’]» (Giacomo 5,13).

Il Libro dei Salmi contiene proprio queste suppliche, inni di lode, rendimenti di grazie, che il Signore vuole che eleviamo a lui per restare in comunione con lui, con atteggiamenti di amore e confidenza, pentimento e gioia, insomma modulando tutta la gamma delle nostre possibili emozioni, dei nostri sentimenti ed esperienze umane nel nostro dialogo, quanto più ininterrotto possibile, con lui.

Come possiamo allora utilizzare al meglio questo strumento che Dio stesso ci ha messo tra le mani per innalzare una preghiera che sia degna di lui? Certo per noi cristiani la preghiera per eccellenza è il Padre nostro (Vangelo di Matteo 6,9-13), e ogni preghiera, per essere davvero «cristiana» (cioè, elevata al Padre nel nome del Figlio suo, Gesù, cfr. Vangelo di Giovanni 16,2327) deve ricalcare, se non nella forma, almeno nel contenuto, il Padre nostro. Inoltre, un’ulteriore difficoltà -soprattutto di comprensione- è data dal linguaggio dei Salmi che è molto lontano dal nostro, perché lontana è la cultura e il tempo nei quali gli oranti (uomini di preghiera e saggi) hanno elevato queste preghiere.

Eppure, il Salterio stesso è Parola di Dio, è un libro della Bibbia, parte della rivelazione autentica che Dio ci ha fatto di sé. Si tratta dunque di comprenderli e imparare a pregarli con più consapevolezza e, speriamo, con vero frutto spirituale, imparando, attraverso di essi, la grammatica della relazione con Lui, la grammatica della preghiera, cioè le regole di come comunicare con Dio usando la sua stessa Parola. Infatti, questa è la sorpresa meravigliosa e paradossale: mentre preghiamo il Salmo, essendo il Salmo Parola di Dio, sua rivelazione, noi preghiamo con le stesse parole di Dio, anche se attraverso la parola di uomini.

Non dimentichiamo che Gesù, il Figlio di Dio, ha pregato lui stesso con i Salmi: il Vangelo ce lo testimonia più volte. don Maurizio.

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