Pagina Iniz. 2025 Agosto A PROPOSITO DELLO “STRISCIONE”…

A PROPOSITO DELLO “STRISCIONE”…

A PROPOSITO DELLO “STRISCIONE” DELLA COMUNITÀ…

È stato appeso sul muraglione di San Paolo dirimpetto alla piazza centrale, soprattutto per sollecitare le coscienze dei credenti e dei fedeli cristiani a non dimenticare che il loro riferimento è Gesù Cristo e il suo Vangelo. Riferimenti che ci obbligano almeno ad alzare la voce perché sia salvaguardato il rispetto per la dignità di qualsiasi uomo e donna, bambino e anziano in qualsiasi situazione di vita, tanto più in un contesto di guerra, qualsiasi guerra.

Da questo punto di vista il gesto non ha nessun intento di polemica o di presa di posizione; si vuole soltanto sensibilizzare ai valori cristiani di pace, giustizia e rispetto della dignità umana di tutti. In particolare, con le intenzioni e le parole di papa Leone («Cessi la barbarie della guerra») non vogliamo dimenticare gli altri conflitti sparsi nel mondo e comunque ci impegniamo caparbiamente a pregare ritenendo la preghiera cristiana per la pace un’«arma» potentissima e particolare della nostra fede. Riteniamo giusto far sentire anche la voce della comunità cristiana, seppur attraverso un gesto esteriore e simbolico, con l’intento di far riflettere tutte le coscienze nel rispetto della verità dei fatti.

Come cristiani ci occorre l’obbligo di essere gente di pace; ci occorre l’obbligo di ricordare le parole forti di un profeta dei nostri tempi, don Primo Manzolari: «Morire è una cosa tremenda, ma ancora sopportabile; è il far morire che, per un cristiano, il quale come il Cristo ha per missione di dar vita, è il colmo dell’atrocità! … Vi sono comandamenti che non ammettono incertezze, tanto sono precisi e sufficientemente posseduti dalla coscienza cristiana… La guerra è un peccato, un atto di violenza che offende Dio e calpesta la dignità umana… Per capire che un cristiano non può odiare nessuno, nemmeno il nemico del proprio paese, non c’è bisogno che egli lo chieda al suo parroco o al suo vescovo, tanto meno al papa… Piuttosto. Nella luce di questa disumana realtà va riesaminata dai cattolici, con maggior benevolenza che per il passato, l’obiezione di coscienza, considerata come un tentativo di difesa primordiale della ripugnanza cristiana al mestiere dell’uccidere…».

Le parole di pace di don Primo Mazzolari rimangono di grande forza e attualità perché, se a livello di grandi sistemi non possiamo fare molto, le coscienze di ciascuno possono concentrarsi sulla denuncia della guerra come male assoluto e sulla promozione della nonviolenza attiva. Ci occorre l’obbligo di vedere la guerra come intrinsecamente criminale, sproporzionata, antiumana, anticristiana e inutile, e sottolineare la sua dannosità soprattutto per i poveri e gli innocenti. Ci occorre l’obbligo di conoscere la verità della storia e dei fatti; ci occorre l’obbligo di predicare una pace che non sia solo assenza di guerra, ma una condizione di giustizia e fraternità, basata sull’amore e sul rispetto reciproco. don Maurizio

2025 Striscione Gaza